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	<title>Commenti per Agorà</title>
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	<description>Periodico di informazione, cultura e politica laertina</description>
	<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:00:35 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Sentiamo la vostra&#8230; di filippo</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/09/sentiamo-la-vostra/comment-page-1/#comment-65</link>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:14:00 +0000</pubDate>
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		<description>Di  male in peggio (www.tarantosera.com)
Quote Rosa. Avvicendamento Venneri-Tarantino. E nomina di Domenico Mosca a direttore generale. I gruppi di opposizione alla Provincia sferrano un duro attacco nei confronti dell’amministrazione Florido. Stamattina la conferenza stampa del centrodestra per discutere delle questioni in ballo. A farsi portavoce dei capigruppo il sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella (Pdl) che non ha risparmiato critiche al presidente Florido. Insieme a Cristella, Mario Cito (At6), Nino Castiglia (la Puglia prima di tutto), e Domenico Rana (gruppo indipendente). Sul caso quote rosa «Il presidente si è comportato da dilettante. Lo statuto lo aveva cambiato lui stesso. E sapeva del ricorso di Taranto futura. Tanto clamore anche sui media nazionali per poi nominare un solo assessore donna. Come dire, la montagna ha partorito un topolino - ha detto Cristella - se non cinque come chiede l’avv Russo, le donne in giunta dovrebbero essere almeno due, tre. Non ci è piaciuto neanche il fatto che il presidente abbia scaricato le colpe sui partiti che hanno indicato solo uomini. Sta a lui nominare la giunta, avrebbe potuto chiedere una rosa di nomi che includesse anche donne e poi scegliere, come ha fatto dopo la sentenza». Ma c’è di più. «In un momento in cui non ci sono soldi e l’attività della giunta è praticamente ferma, i soldi si trovano solo per le nomine allo staff del presidente; tra auto blu e telefonini 800mila euro in un anno; per noi quei soldi andrebbero impiegati in altro, nelle scuole, per i servizi e per gli anziani». C’è poi la questione della nomina del direttore generale «Mosca è stato bocciato dagli elettori e viene recuperato in questa maniera pur non avendone i requisiti. Cosa c’entra un ingegnere informatico con questo incarico quando ci sono laureati in scienze politiche ed economia all’interno dell’ente?». L’avvicendamento tra Venneri e Tarantino? «E’ una faida interna alla maggioranza, i ricorsi li stanno presentando loro, non l’opposizione» A questo proposito, è stato convocata per il 5 ottobre la seduta che segnerà l’ingresso del sindaco di San Giorgio al posto di Tarantino tra i banchi del consiglio provinciale a seguito della sentenza del Tar. Sarà eletto il presidente del consiglio, fino ad oggi posto coperto da Tarantino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di  male in peggio (www.tarantosera.com)<br />
Quote Rosa. Avvicendamento Venneri-Tarantino. E nomina di Domenico Mosca a direttore generale. I gruppi di opposizione alla Provincia sferrano un duro attacco nei confronti dell’amministrazione Florido. Stamattina la conferenza stampa del centrodestra per discutere delle questioni in ballo. A farsi portavoce dei capigruppo il sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella (Pdl) che non ha risparmiato critiche al presidente Florido. Insieme a Cristella, Mario Cito (At6), Nino Castiglia (la Puglia prima di tutto), e Domenico Rana (gruppo indipendente). Sul caso quote rosa «Il presidente si è comportato da dilettante. Lo statuto lo aveva cambiato lui stesso. E sapeva del ricorso di Taranto futura. Tanto clamore anche sui media nazionali per poi nominare un solo assessore donna. Come dire, la montagna ha partorito un topolino - ha detto Cristella - se non cinque come chiede l’avv Russo, le donne in giunta dovrebbero essere almeno due, tre. Non ci è piaciuto neanche il fatto che il presidente abbia scaricato le colpe sui partiti che hanno indicato solo uomini. Sta a lui nominare la giunta, avrebbe potuto chiedere una rosa di nomi che includesse anche donne e poi scegliere, come ha fatto dopo la sentenza». Ma c’è di più. «In un momento in cui non ci sono soldi e l’attività della giunta è praticamente ferma, i soldi si trovano solo per le nomine allo staff del presidente; tra auto blu e telefonini 800mila euro in un anno; per noi quei soldi andrebbero impiegati in altro, nelle scuole, per i servizi e per gli anziani». C’è poi la questione della nomina del direttore generale «Mosca è stato bocciato dagli elettori e viene recuperato in questa maniera pur non avendone i requisiti. Cosa c’entra un ingegnere informatico con questo incarico quando ci sono laureati in scienze politiche ed economia all’interno dell’ente?». L’avvicendamento tra Venneri e Tarantino? «E’ una faida interna alla maggioranza, i ricorsi li stanno presentando loro, non l’opposizione» A questo proposito, è stato convocata per il 5 ottobre la seduta che segnerà l’ingresso del sindaco di San Giorgio al posto di Tarantino tra i banchi del consiglio provinciale a seguito della sentenza del Tar. Sarà eletto il presidente del consiglio, fino ad oggi posto coperto da Tarantino.</p>
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		<title>Commenti su Sentiamo la vostra&#8230; di davide</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/09/sentiamo-la-vostra/comment-page-1/#comment-64</link>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 11:38:34 +0000</pubDate>
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		<description>Quelli che con il Risiko si Rosikano....

C'e' una Paese nel Mezzogiorno, che ha tanti problemi, comuni a quelli di tanti paesi del SUD dell'Italia. Problemi che spaziano dalla disoccupazione alle carenze infrastrutturali, dalla malavita alla malasanità. 
Ma la politica sinistra di questo paese non si interessa a queste vicenda, presa, invece, da un malsano gioco di posizioni e di ruoli, anche se fittizi.
Un risiko che fa rosicare non solo chi gioca, ma tutti quelli che cercano e vogliono trovare una soluzione ai tanti problemi quotidiani con cui la gente comune si deve confrontare,   e invece si ritrovano seduti intorno a questo triste tavolo da gioco.
Un risiko, che come ogni gioco di ruolo, adorna i giocatori a personaggi diversi dalla realta' e inverosimilmente li trasforma da cortigiani meschini in paladini della giustizia e difensori di un introvabile senso civico.
Si sa, pero', che ogni bel gioco dura poco, e presto al tavolo saranno seduti solo quei giocatori cronici, che cominciano a confondere il gioco con la realtà, ingannando ormai solo se stessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli che con il Risiko si Rosikano&#8230;.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; una Paese nel Mezzogiorno, che ha tanti problemi, comuni a quelli di tanti paesi del SUD dell&#8217;Italia. Problemi che spaziano dalla disoccupazione alle carenze infrastrutturali, dalla malavita alla malasanità.<br />
Ma la politica sinistra di questo paese non si interessa a queste vicenda, presa, invece, da un malsano gioco di posizioni e di ruoli, anche se fittizi.<br />
Un risiko che fa rosicare non solo chi gioca, ma tutti quelli che cercano e vogliono trovare una soluzione ai tanti problemi quotidiani con cui la gente comune si deve confrontare,   e invece si ritrovano seduti intorno a questo triste tavolo da gioco.<br />
Un risiko, che come ogni gioco di ruolo, adorna i giocatori a personaggi diversi dalla realta&#8217; e inverosimilmente li trasforma da cortigiani meschini in paladini della giustizia e difensori di un introvabile senso civico.<br />
Si sa, pero&#8217;, che ogni bel gioco dura poco, e presto al tavolo saranno seduti solo quei giocatori cronici, che cominciano a confondere il gioco con la realtà, ingannando ormai solo se stessi.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Sentiamo la vostra&#8230; di FILIPPO</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/09/sentiamo-la-vostra/comment-page-1/#comment-63</link>
		<dc:creator>FILIPPO</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:14:43 +0000</pubDate>
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		<description>La soglia del Pudore
Ultimamente si assiste a innumerevoli incontri su Bettino Craxi,  dove non si  perde l'occasione di  lanciarsi in  elogi sperticati del leader socialista  per la sua capacità d'innovazione.  Si gongola sui processi del pregiudicato Craxi e sulla sua latitanza visto che  ormai le condanne son medaglie.

Questo atteggiamento e' sconfortante perche' alza all'infinito la soglia di legalità e di decenza,  nel tentativo disperato di giustificare un sistema di corruzione e di fare assuefare il cittadino-elettore allo scandalo di un sistema politico basato sul passaggio di denaro, sui conflitti di interesse, sulle tangenti e sugli scambi "in natura".

Lo scenario e' ancora piu' cupo, se si pensa agli scandali legati alla sanita' in Puglia  che dimostrano una completa indifferenza della politica nei confronti della sofferenza della gente.

Un cinismo, dettato dal potere e dagli affari, che ha portato a speculare sulla salute dei cittadini, calpestando la dignita' di quelle persone provate non solo dalla malattia, ma molte volte anche da spese onerose per sostenere i cosiddetti viaggi della speranza.

Per mistificare la verita' e per rendere commestibile questo modello anti-sociale si esalta Craxi e si adombra Berlinguer e, insieme a lui, la questione morale.

Ancora peggio, anche il sindacato,  che e' la naturale cinghia di trasmissione del pensiero politico alla societa' soffre questo meccanismo meschino.

Cosi' l'immagine del sindacato, come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dissolta insieme a quella della politica  per lasciare il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere, delle fabbriche dove si muore troppo spesso, della crisi occupazionale e della sanita' mediocre.

Due mondi, la poltica e il sindacato che non entusiasmano, non richiamano piu' passioni forti e non propongono modelli di sviluppo capaci di vincere il velinismo e il precariato.
Anche a Laterza accade questo, dove mentre 200 lavoratori  dell OSMAIRM richiamano maggiore serieta' e tutela e i dirigenti provinciali, e questi invece, di ascoltare la base, si mettono  puntualmente di traverso  difendendo i priviledi in un gruppo, diventato ormai casta, la sezione del PD rimane da oltre tre mesi chiusa al pubblico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La soglia del Pudore<br />
Ultimamente si assiste a innumerevoli incontri su Bettino Craxi,  dove non si  perde l&#8217;occasione di  lanciarsi in  elogi sperticati del leader socialista  per la sua capacità d&#8217;innovazione.  Si gongola sui processi del pregiudicato Craxi e sulla sua latitanza visto che  ormai le condanne son medaglie.</p>
<p>Questo atteggiamento e&#8217; sconfortante perche&#8217; alza all&#8217;infinito la soglia di legalità e di decenza,  nel tentativo disperato di giustificare un sistema di corruzione e di fare assuefare il cittadino-elettore allo scandalo di un sistema politico basato sul passaggio di denaro, sui conflitti di interesse, sulle tangenti e sugli scambi &#8220;in natura&#8221;.</p>
<p>Lo scenario e&#8217; ancora piu&#8217; cupo, se si pensa agli scandali legati alla sanita&#8217; in Puglia  che dimostrano una completa indifferenza della politica nei confronti della sofferenza della gente.</p>
<p>Un cinismo, dettato dal potere e dagli affari, che ha portato a speculare sulla salute dei cittadini, calpestando la dignita&#8217; di quelle persone provate non solo dalla malattia, ma molte volte anche da spese onerose per sostenere i cosiddetti viaggi della speranza.</p>
<p>Per mistificare la verita&#8217; e per rendere commestibile questo modello anti-sociale si esalta Craxi e si adombra Berlinguer e, insieme a lui, la questione morale.</p>
<p>Ancora peggio, anche il sindacato,  che e&#8217; la naturale cinghia di trasmissione del pensiero politico alla societa&#8217; soffre questo meccanismo meschino.</p>
<p>Cosi&#8217; l&#8217;immagine del sindacato, come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dissolta insieme a quella della politica  per lasciare il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere, delle fabbriche dove si muore troppo spesso, della crisi occupazionale e della sanita&#8217; mediocre.</p>
<p>Due mondi, la poltica e il sindacato che non entusiasmano, non richiamano piu&#8217; passioni forti e non propongono modelli di sviluppo capaci di vincere il velinismo e il precariato.<br />
Anche a Laterza accade questo, dove mentre 200 lavoratori  dell OSMAIRM richiamano maggiore serieta&#8217; e tutela e i dirigenti provinciali, e questi invece, di ascoltare la base, si mettono  puntualmente di traverso  difendendo i priviledi in un gruppo, diventato ormai casta, la sezione del PD rimane da oltre tre mesi chiusa al pubblico.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Inaugurazione della nuova sede del Centro Diurno socio-educativo-riabilitativo per disabili del Comune di Laterza di filippo</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/inaugurazione-della-nuova-sede-del-centro-diurno-socio-educativo-riabilitativo-per-disabili-del-comune-di-laterza/comment-page-1/#comment-62</link>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 08:22:15 +0000</pubDate>
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		<description>La fondazione intitolata al Cardinale Lercaro sfratta una famiglia con tre bambini
Se non pagate l'affitto, andate in grotta come Gesu'
Cosa sono quattro mesi di affitto non pagati di fronte alla vita eterna? Ma nel mondo che celebra i family day e l'amore per i poveri c'e' chi crea nuovi homeless per soldi. E noi intervistiamo Lercaro che si rivolta nella tomba.
23 settembre 2009 - Ulisse Acquaviva

Due bimbe che vanno alle elementari, un terzo bambino che ha poco piu' di un anno e la loro famiglia: tutti in mezzo a una strada. Ormai siamo abituati a robe cosi' quando le fanno palazzinari, ma se lo fa una fondazione cattolica, uno "sfratto evangelico" fa rosicare molto di piu'.

L'allarme e' stato lanciato dall'Associazione Inquilini Assegnatari di Bologna, in un comunicato dove si spiega che il giudice ha gia' ordinato lo sgombero dell'appartamento, e che "nonostante il nome e le finalità benefiche dichiarate, la fondazione dedicata al Cardinale Lercaro non vuole sentire ragioni, rifiutandosi di ridefinire contratto e affitto".

Ma grazie ad un inviato molto speciale (un precario Vodafone che non mangia da tre mesi e ha le visioni dell'aldila') Mamma! ha viaggiato per voi per intervistare il responsabile di tutto 'sto casino e capirci qualcosa in piu'.

D: Cardinal Lercaro, ma cosa sta combinando con gli sfratti a Bologna?

E io che c'entro? Sono morto nel '76! Ognuno e' responsabile delle sue azioni. Guardate quante porcate hanno fatto nascondendosi perfino dietro il nome di Gesu' Cristo, appoggiando regimi e dittature senza il coraggio di metterci la faccia. Figuratevi cosa possono combinare quando il nome e' meno illustre come il mio. Ma io ho gia' contattato la Siae per prevenire usi non autorizzati del mio nome e pirateria ideologica. Chi vuole lamentarsi dovra' andare da Monsignor Ernesto Vecchi che oggi dirige la fondazione intestata a me.

D: Ma allora lei quella famiglia non l'avrebbe mandata via?

Il mio curriculum parla per me: ho fatto un casino incredibile al Concilio Vaticano per fare la messa in italiano e per mettere nero su bianco che la Chiesa Cattolica doveva essere la chiesa dei poveri che non capivano il latino, a Bologna ha fatto gli studi teologici con me anche Don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta che poi i poveri se li e' messi anche in casa, quando sono morto mi hanno trovato nel portafogli solo cinquemila lire che non avevo fatto in tempo a donare assieme a tutto il resto delle cose che avevo. Vi sembro il tipo che butta gente in mezzo alla strada?   

D: E allora che dobbiamo fare con questa gente che sfratta famiglie e bambini a suo nome?

Ma da soli proprio non ci arrivate? Leggetevi il Vangelo e scoprirete che ha fatto Cristo quando il tempio di Dio e' stato invaso dai mercanti assetati di soldi. Oppure rileggetevi la mia omelia del primo gennaio 1968: "la Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga". Capito? Da QUALUNQUE parte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fondazione intitolata al Cardinale Lercaro sfratta una famiglia con tre bambini<br />
Se non pagate l&#8217;affitto, andate in grotta come Gesu&#8217;<br />
Cosa sono quattro mesi di affitto non pagati di fronte alla vita eterna? Ma nel mondo che celebra i family day e l&#8217;amore per i poveri c&#8217;e&#8217; chi crea nuovi homeless per soldi. E noi intervistiamo Lercaro che si rivolta nella tomba.<br />
23 settembre 2009 - Ulisse Acquaviva</p>
<p>Due bimbe che vanno alle elementari, un terzo bambino che ha poco piu&#8217; di un anno e la loro famiglia: tutti in mezzo a una strada. Ormai siamo abituati a robe cosi&#8217; quando le fanno palazzinari, ma se lo fa una fondazione cattolica, uno &#8220;sfratto evangelico&#8221; fa rosicare molto di piu&#8217;.</p>
<p>L&#8217;allarme e&#8217; stato lanciato dall&#8217;Associazione Inquilini Assegnatari di Bologna, in un comunicato dove si spiega che il giudice ha gia&#8217; ordinato lo sgombero dell&#8217;appartamento, e che &#8220;nonostante il nome e le finalità benefiche dichiarate, la fondazione dedicata al Cardinale Lercaro non vuole sentire ragioni, rifiutandosi di ridefinire contratto e affitto&#8221;.</p>
<p>Ma grazie ad un inviato molto speciale (un precario Vodafone che non mangia da tre mesi e ha le visioni dell&#8217;aldila&#8217;) Mamma! ha viaggiato per voi per intervistare il responsabile di tutto &#8217;sto casino e capirci qualcosa in piu&#8217;.</p>
<p>D: Cardinal Lercaro, ma cosa sta combinando con gli sfratti a Bologna?</p>
<p>E io che c&#8217;entro? Sono morto nel &#8216;76! Ognuno e&#8217; responsabile delle sue azioni. Guardate quante porcate hanno fatto nascondendosi perfino dietro il nome di Gesu&#8217; Cristo, appoggiando regimi e dittature senza il coraggio di metterci la faccia. Figuratevi cosa possono combinare quando il nome e&#8217; meno illustre come il mio. Ma io ho gia&#8217; contattato la Siae per prevenire usi non autorizzati del mio nome e pirateria ideologica. Chi vuole lamentarsi dovra&#8217; andare da Monsignor Ernesto Vecchi che oggi dirige la fondazione intestata a me.</p>
<p>D: Ma allora lei quella famiglia non l&#8217;avrebbe mandata via?</p>
<p>Il mio curriculum parla per me: ho fatto un casino incredibile al Concilio Vaticano per fare la messa in italiano e per mettere nero su bianco che la Chiesa Cattolica doveva essere la chiesa dei poveri che non capivano il latino, a Bologna ha fatto gli studi teologici con me anche Don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta che poi i poveri se li e&#8217; messi anche in casa, quando sono morto mi hanno trovato nel portafogli solo cinquemila lire che non avevo fatto in tempo a donare assieme a tutto il resto delle cose che avevo. Vi sembro il tipo che butta gente in mezzo alla strada?   </p>
<p>D: E allora che dobbiamo fare con questa gente che sfratta famiglie e bambini a suo nome?</p>
<p>Ma da soli proprio non ci arrivate? Leggetevi il Vangelo e scoprirete che ha fatto Cristo quando il tempio di Dio e&#8217; stato invaso dai mercanti assetati di soldi. Oppure rileggetevi la mia omelia del primo gennaio 1968: &#8220;la Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga&#8221;. Capito? Da QUALUNQUE parte.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sentiamo la vostra&#8230; di filippo</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/09/sentiamo-la-vostra/comment-page-1/#comment-61</link>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 12:13:10 +0000</pubDate>
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		<description>A tutti gli amici invito a dare un voto all'articolo pubblicato a
pagina 22. Il mio e' zero....

http://www.arcipikkia.it/wp-content/uplo
ads/2006/09/la%20goccia%20n.%2015%20I%20parte.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti gli amici invito a dare un voto all&#8217;articolo pubblicato a<br />
pagina 22. Il mio e&#8217; zero&#8230;.</p>
<p><a href="http://www.arcipikkia.it/wp-content/uplo" rel="nofollow">http://www.arcipikkia.it/wp-content/uplo</a><br />
ads/2006/09/la%20goccia%20n.%2015%20I%20parte.pdf</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sentiamo la vostra&#8230; di filippo</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/09/sentiamo-la-vostra/comment-page-1/#comment-60</link>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 11:58:37 +0000</pubDate>
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		<description>Con la speranza che la Dott.ssa Galeota diventi assessore....

No donne, annullata giunta Taranto
Il Tar della Puglia accoglie ricorso

La sezione di Lecce del Tar ha accolto il ricorso presentato dal Comitato cittadino "Taranto futura" che ha chiesto l'annullamento delle nomine degli assessori della Provincia di Taranto perchÃ© tutti maschi. Entro 30 giorni deve essere assicurata la presenza di entrambi i sessi. La giunta provinciale Ã¨ retta da Gianni Florido (centrosinistra). La giunta infatti non rispetta le quote rosa cosÃ¬ come dispone il regolamento dell'ente.

Il ricorso accolto dal Tar si rifÃ  all'articolo 48 dello statuto della Provincia nel quale si dispone "che il presidente nomina i componenti della giunta, tra cui il vicepresidente, secondo le modalitÃ  previste per legge e nel rispetto del principio delle pari opportunita', si' da assicurare la presenza di entrambi i sessi". L'esecutivo, composto da dieci assessori, oggi Ã¨ formato da soli uomini.

http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo461169.shtml</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con la speranza che la Dott.ssa Galeota diventi assessore&#8230;.</p>
<p>No donne, annullata giunta Taranto<br />
Il Tar della Puglia accoglie ricorso</p>
<p>La sezione di Lecce del Tar ha accolto il ricorso presentato dal Comitato cittadino &#8220;Taranto futura&#8221; che ha chiesto l&#8217;annullamento delle nomine degli assessori della Provincia di Taranto perchÃ© tutti maschi. Entro 30 giorni deve essere assicurata la presenza di entrambi i sessi. La giunta provinciale Ã¨ retta da Gianni Florido (centrosinistra). La giunta infatti non rispetta le quote rosa cosÃ¬ come dispone il regolamento dell&#8217;ente.</p>
<p>Il ricorso accolto dal Tar si rifÃ  all&#8217;articolo 48 dello statuto della Provincia nel quale si dispone &#8220;che il presidente nomina i componenti della giunta, tra cui il vicepresidente, secondo le modalitÃ  previste per legge e nel rispetto del principio delle pari opportunita&#8217;, si&#8217; da assicurare la presenza di entrambi i sessi&#8221;. L&#8217;esecutivo, composto da dieci assessori, oggi Ã¨ formato da soli uomini.</p>
<p><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo461169.shtml" rel="nofollow">http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo461169.shtml</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Inaugurazione della nuova sede del Centro Diurno socio-educativo-riabilitativo per disabili del Comune di Laterza di FILIPPO</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/inaugurazione-della-nuova-sede-del-centro-diurno-socio-educativo-riabilitativo-per-disabili-del-comune-di-laterza/comment-page-1/#comment-59</link>
		<dc:creator>FILIPPO</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 08:57:39 +0000</pubDate>
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		<description>Non c'e' una sanita' di destra o di sinistra, c'e' una sola per i malati.

Duecentotrentatrè norme di spesa sulla sanità in 45 mesi di governo regionale di centrosinistra. Le leggi che regolano la più grande fonte di spesa della Puglia, i 6 miliardi di euro del fondo sanitario regionale, dall’agosto 2005 a oggi sono state cambiate 50 volte l’anno. Quasi una volta alla settimana. Un complesso di norme spesso oscure, se non contraddittorie, emendamenti e subemendamenti che in molti casi servono a soddisfare gli interessi di pochi o di pochissimi. È tutto perfettamente lecito. 

Qualche esempio chiarisce di cosa stiamo parlando. Nella legge 40/2007, la Regione stabilisce la possibilità di stabilizzare i titolari di incarico a tempo indeterminato presso le Asl: sono assunzioni mascherate, che costano alcune decine di migliaia di euro l’una all’anno. Ma a febbraio del 2008, le maglie vengono ulteriormente allargate: basta un emendamento di 20 parole (presentato da due consiglieri di maggioranza) per estendere l’assunzione anche a chi si trova «in posizione di comando». Non più di 10 persone in tutta la Puglia. Certo, non tutte le disposizioni portano spesa aggiuntiva. Alcune (molte) sono o dovrebbero essere di contenimento, come le famose norme per limitare gli acquisti per infungibilità (il grimaldello di Gianpaolo Tarantini): esistevano dal 2007, sono state inasprite nel 2008, sono in vigore praticamente da 9 mesi. 

Ma è nelle disposizioni che riguardano gli accreditamenti, quasi sempre scritte in maniera incomprensibile ai comuni mortali, che si nascondono le vere sorprese: se qualcuno vuole divertirsi, vada a leggersi l’articolo 36 della legge 10/2007, intitolato «Attuazione dell’articolo 1, comma 796, lettera s) della legge 296/2006». Trentanove righe di testo per recepire una norma statale, ma anche per aprire un corridoio preferenziale verso l’accreditamento definitivo (il pezzo di carta che permette ai privati di lavorare per la Regione) ad alcune particolari cliniche. 

Interrogati su questo mare di leggi e leggine in materia sanitaria, i consiglieri regionali fanno spallucce. «Nei resoconti di ogni seduta di Consiglio - dice un autorevole esponente della maggioranza che preferisce non essere citato - troverete le dichiarazioni di questo o quel consigliere che tuonano contro i 30, 40 o anche 100 emendamenti presentati sulla sanità. Ma in realtà, è ormai un sistema consolidato. Le norme sanitarie inserite nei bilanci sono assolutamente bipartisan, anzi spesso capita che il centrodestra presenti i nostri e viceversa». 

Non tutti vengono approvati. Durante la discussione della legge 1/2008 (quella delle 47 norme) gli emendamenti sanitari presentati tra commissione e aula sono stati oltre 150: uno su tre, dunque, è stato respinto o ritirato. «Il vero problema - secondo Rocco Palese, coordinatore dell’opposizione - è che noi non siamo liberi di decidere. Fatevi un giro durante un consiglio regionale: troverete i rappresentanti delle lobby che girano per i corridoi, liberamente. In consiglio può entrare chiunque: fino a quando la Regione non avrà una sede degna, in cui i consiglieri possono essere isolati dall’esterno anche fisicamente, questo problema non sarà risolto». 

Sarà. Ma forse conta anche il fatto che, fino a pochi mesi fa (quando è stato installato il sistema di voto elettronico), a meno di casi particolari nessuno teneva traccia del voto di un singolo consigliere: i verbali dell’Aula si limitano a riportare il numero dei voti, ma non c’è modo di sapere chi ha votato a favore e chi contro. E così, a volte, la si butta sull’ironia. Ecco cosa diceva l’ex consigliere Silvestris (An, oggi europarlamentare) in quella seduta del 12 febbraio 2008: «I nostri banchi sono innevati di subemendamenti che la Presidenza sta predisponendo su carta riciclata. In questo modo, evitiamo di abbattere altri alberi per preparare questi fiocchi di neve».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;e&#8217; una sanita&#8217; di destra o di sinistra, c&#8217;e&#8217; una sola per i malati.</p>
<p>Duecentotrentatrè norme di spesa sulla sanità in 45 mesi di governo regionale di centrosinistra. Le leggi che regolano la più grande fonte di spesa della Puglia, i 6 miliardi di euro del fondo sanitario regionale, dall’agosto 2005 a oggi sono state cambiate 50 volte l’anno. Quasi una volta alla settimana. Un complesso di norme spesso oscure, se non contraddittorie, emendamenti e subemendamenti che in molti casi servono a soddisfare gli interessi di pochi o di pochissimi. È tutto perfettamente lecito. </p>
<p>Qualche esempio chiarisce di cosa stiamo parlando. Nella legge 40/2007, la Regione stabilisce la possibilità di stabilizzare i titolari di incarico a tempo indeterminato presso le Asl: sono assunzioni mascherate, che costano alcune decine di migliaia di euro l’una all’anno. Ma a febbraio del 2008, le maglie vengono ulteriormente allargate: basta un emendamento di 20 parole (presentato da due consiglieri di maggioranza) per estendere l’assunzione anche a chi si trova «in posizione di comando». Non più di 10 persone in tutta la Puglia. Certo, non tutte le disposizioni portano spesa aggiuntiva. Alcune (molte) sono o dovrebbero essere di contenimento, come le famose norme per limitare gli acquisti per infungibilità (il grimaldello di Gianpaolo Tarantini): esistevano dal 2007, sono state inasprite nel 2008, sono in vigore praticamente da 9 mesi. </p>
<p>Ma è nelle disposizioni che riguardano gli accreditamenti, quasi sempre scritte in maniera incomprensibile ai comuni mortali, che si nascondono le vere sorprese: se qualcuno vuole divertirsi, vada a leggersi l’articolo 36 della legge 10/2007, intitolato «Attuazione dell’articolo 1, comma 796, lettera s) della legge 296/2006». Trentanove righe di testo per recepire una norma statale, ma anche per aprire un corridoio preferenziale verso l’accreditamento definitivo (il pezzo di carta che permette ai privati di lavorare per la Regione) ad alcune particolari cliniche. </p>
<p>Interrogati su questo mare di leggi e leggine in materia sanitaria, i consiglieri regionali fanno spallucce. «Nei resoconti di ogni seduta di Consiglio - dice un autorevole esponente della maggioranza che preferisce non essere citato - troverete le dichiarazioni di questo o quel consigliere che tuonano contro i 30, 40 o anche 100 emendamenti presentati sulla sanità. Ma in realtà, è ormai un sistema consolidato. Le norme sanitarie inserite nei bilanci sono assolutamente bipartisan, anzi spesso capita che il centrodestra presenti i nostri e viceversa». </p>
<p>Non tutti vengono approvati. Durante la discussione della legge 1/2008 (quella delle 47 norme) gli emendamenti sanitari presentati tra commissione e aula sono stati oltre 150: uno su tre, dunque, è stato respinto o ritirato. «Il vero problema - secondo Rocco Palese, coordinatore dell’opposizione - è che noi non siamo liberi di decidere. Fatevi un giro durante un consiglio regionale: troverete i rappresentanti delle lobby che girano per i corridoi, liberamente. In consiglio può entrare chiunque: fino a quando la Regione non avrà una sede degna, in cui i consiglieri possono essere isolati dall’esterno anche fisicamente, questo problema non sarà risolto». </p>
<p>Sarà. Ma forse conta anche il fatto che, fino a pochi mesi fa (quando è stato installato il sistema di voto elettronico), a meno di casi particolari nessuno teneva traccia del voto di un singolo consigliere: i verbali dell’Aula si limitano a riportare il numero dei voti, ma non c’è modo di sapere chi ha votato a favore e chi contro. E così, a volte, la si butta sull’ironia. Ecco cosa diceva l’ex consigliere Silvestris (An, oggi europarlamentare) in quella seduta del 12 febbraio 2008: «I nostri banchi sono innevati di subemendamenti che la Presidenza sta predisponendo su carta riciclata. In questo modo, evitiamo di abbattere altri alberi per preparare questi fiocchi di neve».</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su “La Città delle Nuvole” del giornalista altamurano Carlo Vulpio. di Davide</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/%e2%80%9cla-citta-delle-nuvole%e2%80%9d-del-giornalista-altamurano-carlo-vulpio/comment-page-1/#comment-58</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 10:23:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=439#comment-58</guid>
		<description>C’è gente,  che dice di volere la libertà, ma a patto che non sia generata dalle due sole condizioni che la renderebbero autenticamente sacra: la giustizia e l’ordine, le due condizioni che dovrebbero essere messe a base di qualsiasi loro collaborazione di governo o di maggioranza, comunque contenuta. Esistono persone che, pure avendo a cuore la propria probità e pure praticandola, preferiscono, a governarle, i disonesti ai puri, i tolleranti agli intransigenti. È rimasta, in molti italiani , l’abitudine antica di disprezzo per chi governa, il gusto del ricatto potenziale, il piacere di dirsi che «se volesse» potrebbe sempre trovare il modo di farcela. Non è dunque la libertà - figlia, come dicevamo della giustizia e dell’ordine - che certa gente teme di perdere: è la facilità, l’arbitrio, io compromesso, la corruzione e, al limite, il furto, dei quali è in fondo contenta. Se è gente per bene, le colpe degli altri le consentono un senso di superiorità che è anch’essa a suo modo una ingiustizia. Se non è per bene, ha in alto dei compari costretti a lasciarla impunita. La libertà, fa paura, se è resa, perché essa non è soltanto ordine e giustizia, è anche uguaglianza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C’è gente,  che dice di volere la libertà, ma a patto che non sia generata dalle due sole condizioni che la renderebbero autenticamente sacra: la giustizia e l’ordine, le due condizioni che dovrebbero essere messe a base di qualsiasi loro collaborazione di governo o di maggioranza, comunque contenuta. Esistono persone che, pure avendo a cuore la propria probità e pure praticandola, preferiscono, a governarle, i disonesti ai puri, i tolleranti agli intransigenti. È rimasta, in molti italiani , l’abitudine antica di disprezzo per chi governa, il gusto del ricatto potenziale, il piacere di dirsi che «se volesse» potrebbe sempre trovare il modo di farcela. Non è dunque la libertà - figlia, come dicevamo della giustizia e dell’ordine - che certa gente teme di perdere: è la facilità, l’arbitrio, io compromesso, la corruzione e, al limite, il furto, dei quali è in fondo contenta. Se è gente per bene, le colpe degli altri le consentono un senso di superiorità che è anch’essa a suo modo una ingiustizia. Se non è per bene, ha in alto dei compari costretti a lasciarla impunita. La libertà, fa paura, se è resa, perché essa non è soltanto ordine e giustizia, è anche uguaglianza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Inaugurazione della nuova sede del Centro Diurno socio-educativo-riabilitativo per disabili del Comune di Laterza di FILIPPO</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/inaugurazione-della-nuova-sede-del-centro-diurno-socio-educativo-riabilitativo-per-disabili-del-comune-di-laterza/comment-page-1/#comment-57</link>
		<dc:creator>FILIPPO</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 06:48:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=464#comment-57</guid>
		<description>Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei.
Viaggio nell'autismo politico e sentimentale degli uomini del PD.

I nostri nonni, a Laterza, utilizzavano questa espressione "Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei", espressione che trova le sue radice in tempi lontanissimi e che si puo' ricondurre alla frase  latina "Simil cum similibus facile congregantur", a significare che le persone simili facilmente vanno d'accordo, si aggregano.

Un espressione che ci aiuta a capire gli uomini del PD da Roma a Laterza.

Partendo da Roma, si coglie con facilita' la chiusura sentimentale e intellettuale di un gruppo di persone affette da autismo politico, capaci di dilaniarsi tanto per il potere al punto di dimenticare non solo i problemi della gente, ma anche il naturale ruolo di opposizione, svolto dalla stessa maggioranza.
Se ritorniamo in Puglia, allora, e' facile verificare che gli scandali sessuali di cui e' accusato Berlusconi sono motivo di "vanto" per molti uomini del PD
Un giro di squillo che nei giorni pari prestavano servizio a casa Berlusconi e, in quelli dispari, in un appartamentino affittato dal dalemiano Sandro Frisullo, allora vicepresidente della giunta Vendola. 
Travaglio dice "D'Alema ha dovuto ammettere che qualcosa nella sua regione non ha funzionato. Ma battendo il mea culpa sul petto altrui: di Frisullo e degli altri 'amici' beccati a "frequentare gli stessi amici di Berlusconi". Poi, alla festa della Giovine Italia, se n'è uscito con un imbarazzante sexy-calcolo: Berlusconi 18 incontri con 30 ragazze, noi molto meno. Cioè: lui è peggio di noi. Elettori in delirio. "
Ma la cosa peggiore e' che questo PD, che doveva partire dalla necessita' di legalita', e' inciampato ancora in una triste vicenda di malasanita',  che vede   l'assessore pugliese alla Sanità Alberto Tedesco, ex Psi, ora indagato per corruzione e cacciato da Vendola per essere promosso senatore ed avere l'immunita' parlamentare
Arriviamo ora a Taranto, dove troviamo al governo della Provincia un gruppo consigliare fatto da persone che si sono massacrate tra di loro durante la campagna elettorale e che poi, pur di avere una poltrona, hanno cancellato la loro ideologia.
Ma questa gente non e' nuova a sbalzi di umore.
Il nostro presidente provinciale in passata aveva gia ' espresso sostegno alla giunta di centrodestra guidata da Rossana Di Bello, che ricordiamo essere stata colipita nel 2006, per una condanna ad un anno e quattro mesi per abuso d'ufficio e falso ideologico
Ma la dignita' e la coerenza e' una virtu' rara in questo mondo.

Per cui, per altri quattro anni dovremo rassegnarci vedere le nostre scuole e le nostre strade provinciali dissestate.
Finalmente  a Lateza, dove si assistito alla trasformazione di un partito di sinistra ad un partito sinistro, frequentato da meschini cortigiani del potere, che hanno svenduto il loro paese, ormai  appestato dalla puzza. 
Persone che sono implicate in vicende di malasanita', da stipendi d'oro fino a molte altri tristi vicende.

A quelle persone e' legata  la gestioni della Asl di Taranto, che avrebbero dovuto soltanto completare ed ottimizzare l’organizzazione della nuova struttura, se ne sono invece ricordate soltanto in strana coincidenza con le locali elezioni comunali, con un’accelerazione irresponsabile dell’attivazione dell’UTIC che costò 8 vite umane e che fu censurata perfino dall’attuale assessore regionale alla salute, all’epoca incaricato di una inchiesta interna, per poi dimenticarsela nuovamente, con le conseguenze che tutti noi sappiamo e che ci costringe a viaggiare al nord o all'estero per avere delle adeguate cure mediche.
Ora, non resta che ricordare un motto di una pubblicita' progresso degli anni 90, "Se li conosci li eviti".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimmi con chi vai e ti diro&#8217; chi sei.<br />
Viaggio nell&#8217;autismo politico e sentimentale degli uomini del PD.</p>
<p>I nostri nonni, a Laterza, utilizzavano questa espressione &#8220;Dimmi con chi vai e ti diro&#8217; chi sei&#8221;, espressione che trova le sue radice in tempi lontanissimi e che si puo&#8217; ricondurre alla frase  latina &#8220;Simil cum similibus facile congregantur&#8221;, a significare che le persone simili facilmente vanno d&#8217;accordo, si aggregano.</p>
<p>Un espressione che ci aiuta a capire gli uomini del PD da Roma a Laterza.</p>
<p>Partendo da Roma, si coglie con facilita&#8217; la chiusura sentimentale e intellettuale di un gruppo di persone affette da autismo politico, capaci di dilaniarsi tanto per il potere al punto di dimenticare non solo i problemi della gente, ma anche il naturale ruolo di opposizione, svolto dalla stessa maggioranza.<br />
Se ritorniamo in Puglia, allora, e&#8217; facile verificare che gli scandali sessuali di cui e&#8217; accusato Berlusconi sono motivo di &#8220;vanto&#8221; per molti uomini del PD<br />
Un giro di squillo che nei giorni pari prestavano servizio a casa Berlusconi e, in quelli dispari, in un appartamentino affittato dal dalemiano Sandro Frisullo, allora vicepresidente della giunta Vendola.<br />
Travaglio dice &#8220;D&#8217;Alema ha dovuto ammettere che qualcosa nella sua regione non ha funzionato. Ma battendo il mea culpa sul petto altrui: di Frisullo e degli altri &#8216;amici&#8217; beccati a &#8220;frequentare gli stessi amici di Berlusconi&#8221;. Poi, alla festa della Giovine Italia, se n&#8217;è uscito con un imbarazzante sexy-calcolo: Berlusconi 18 incontri con 30 ragazze, noi molto meno. Cioè: lui è peggio di noi. Elettori in delirio. &#8221;<br />
Ma la cosa peggiore e&#8217; che questo PD, che doveva partire dalla necessita&#8217; di legalita&#8217;, e&#8217; inciampato ancora in una triste vicenda di malasanita&#8217;,  che vede   l&#8217;assessore pugliese alla Sanità Alberto Tedesco, ex Psi, ora indagato per corruzione e cacciato da Vendola per essere promosso senatore ed avere l&#8217;immunita&#8217; parlamentare<br />
Arriviamo ora a Taranto, dove troviamo al governo della Provincia un gruppo consigliare fatto da persone che si sono massacrate tra di loro durante la campagna elettorale e che poi, pur di avere una poltrona, hanno cancellato la loro ideologia.<br />
Ma questa gente non e&#8217; nuova a sbalzi di umore.<br />
Il nostro presidente provinciale in passata aveva gia &#8216; espresso sostegno alla giunta di centrodestra guidata da Rossana Di Bello, che ricordiamo essere stata colipita nel 2006, per una condanna ad un anno e quattro mesi per abuso d&#8217;ufficio e falso ideologico<br />
Ma la dignita&#8217; e la coerenza e&#8217; una virtu&#8217; rara in questo mondo.</p>
<p>Per cui, per altri quattro anni dovremo rassegnarci vedere le nostre scuole e le nostre strade provinciali dissestate.<br />
Finalmente  a Lateza, dove si assistito alla trasformazione di un partito di sinistra ad un partito sinistro, frequentato da meschini cortigiani del potere, che hanno svenduto il loro paese, ormai  appestato dalla puzza.<br />
Persone che sono implicate in vicende di malasanita&#8217;, da stipendi d&#8217;oro fino a molte altri tristi vicende.</p>
<p>A quelle persone e&#8217; legata  la gestioni della Asl di Taranto, che avrebbero dovuto soltanto completare ed ottimizzare l’organizzazione della nuova struttura, se ne sono invece ricordate soltanto in strana coincidenza con le locali elezioni comunali, con un’accelerazione irresponsabile dell’attivazione dell’UTIC che costò 8 vite umane e che fu censurata perfino dall’attuale assessore regionale alla salute, all’epoca incaricato di una inchiesta interna, per poi dimenticarsela nuovamente, con le conseguenze che tutti noi sappiamo e che ci costringe a viaggiare al nord o all&#8217;estero per avere delle adeguate cure mediche.<br />
Ora, non resta che ricordare un motto di una pubblicita&#8217; progresso degli anni 90, &#8220;Se li conosci li eviti&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su “La Città delle Nuvole” del giornalista altamurano Carlo Vulpio. di Davide</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/%e2%80%9cla-citta-delle-nuvole%e2%80%9d-del-giornalista-altamurano-carlo-vulpio/comment-page-1/#comment-56</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 06:26:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=439#comment-56</guid>
		<description>Guardate le tabelle del sito http://icasualties.org/oef/:
 finora sono morti in Afghanistan 1400 soldati, e ogni anno ne muoiono di piu'. Siamo a settembre e sono morti gia' piu' soldati che in tutto il 2008. 

E le vittime civili?
Di quelle si e' davvero perso il conto, ma Wikipedia stima che siano tra 8 e 12 mila persone, facciamo 10mila per fare i conti piu' agevolmente.
http://en.wikipedia.org/wiki/Civilian_casualties_of_the_War_in_Afghanistan_%282001%E2%80%93present%29

Senza Parole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate le tabelle del sito <a href="http://icasualties.org/oef/" rel="nofollow">http://icasualties.org/oef/</a>:<br />
 finora sono morti in Afghanistan 1400 soldati, e ogni anno ne muoiono di piu&#8217;. Siamo a settembre e sono morti gia&#8217; piu&#8217; soldati che in tutto il 2008. </p>
<p>E le vittime civili?<br />
Di quelle si e&#8217; davvero perso il conto, ma Wikipedia stima che siano tra 8 e 12 mila persone, facciamo 10mila per fare i conti piu&#8217; agevolmente.<br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Civilian_casualties_of_the_War_in_Afghanistan_%282001%E2%80%93present%29" rel="nofollow">http://en.wikipedia.org/wiki/Civilian_casualties_of_the_War_in_Afghanistan_%282001%E2%80%93present%29</a></p>
<p>Senza Parole.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Inaugurazione della nuova sede del Centro Diurno socio-educativo-riabilitativo per disabili del Comune di Laterza di FILIPPO</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/inaugurazione-della-nuova-sede-del-centro-diurno-socio-educativo-riabilitativo-per-disabili-del-comune-di-laterza/comment-page-1/#comment-55</link>
		<dc:creator>FILIPPO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 06:48:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=464#comment-55</guid>
		<description>Qualcuno volo' sul nido del cuculo
La Provincia di Taranto, per la seconda volta, dimentica che esiste Laterza, insieme a tutto il versate occidentale.

Ancora una volta i "rossi" dimenticano il progetto del Parco, vanto della campagna elettorale,  le distrattate strade provinciali, pericolose per noi laertini, e una scuola, il Liceo Scientifico di Laterza, diventato un colabrodo.

Ancora peggio, lasciano che i difficili problemi legati ai cattivi odori, da Ginosa a Laterza, si risolvano da soli, per decantazione o per miracolo.

Ancora, il nuovo poltronificio di Puglia, che ha raccolto tutte le persone che, pur di ottenere una poltrona, hanno rinunciato alla propria ideologia, ha iniziato ad uccidere i propri figli.

Da Mottola a Laterza, sono  ben quattro i segretari di circolo che hanno abbandonato la carica, per l'evidente gretezza di un partito legato solo al potere.

Come il cuculo che depone le uova nei nidi degli uccelli, che sono le sue prede, per permettere ai nuovi nati, una volta cresciuti, di mangiare gli stessi uccelli che gli hanno allevati; cosi' questo nuovo partito sinistro cerca gente nuova per ingannare l'elettorato senza avere un minimo rispetto per gli stessi.

Ma questo gioco non era nuovo ai volponi di Laterza, che da decenni hanno alternato facce nuove per poi gettarle a mare.

Brava gente, che come meteore, e' stata strumentalizzata e poi dimenticata.

Se non hanno rispetto per i loro compagni, come faranno ad averla per la comunita'.

La politica, per loro, e' un circo dove essere nani e ballerini per divertire il proprio padrone, o meschini cortigiani alla corte del potentino di turno.

Non importa poi che il potente sia indgato per corruzione nella sanita', come Tedesco, o sia coinvolto in uno scandalo di prostituzione come Frisullo, loro non si fanno  remore morali pur di aver un piccolo favore personale, a scapito della comunita'.

Si sara', pero' che "sciolta a nev, compaian i strunz".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno volo&#8217; sul nido del cuculo<br />
La Provincia di Taranto, per la seconda volta, dimentica che esiste Laterza, insieme a tutto il versate occidentale.</p>
<p>Ancora una volta i &#8220;rossi&#8221; dimenticano il progetto del Parco, vanto della campagna elettorale,  le distrattate strade provinciali, pericolose per noi laertini, e una scuola, il Liceo Scientifico di Laterza, diventato un colabrodo.</p>
<p>Ancora peggio, lasciano che i difficili problemi legati ai cattivi odori, da Ginosa a Laterza, si risolvano da soli, per decantazione o per miracolo.</p>
<p>Ancora, il nuovo poltronificio di Puglia, che ha raccolto tutte le persone che, pur di ottenere una poltrona, hanno rinunciato alla propria ideologia, ha iniziato ad uccidere i propri figli.</p>
<p>Da Mottola a Laterza, sono  ben quattro i segretari di circolo che hanno abbandonato la carica, per l&#8217;evidente gretezza di un partito legato solo al potere.</p>
<p>Come il cuculo che depone le uova nei nidi degli uccelli, che sono le sue prede, per permettere ai nuovi nati, una volta cresciuti, di mangiare gli stessi uccelli che gli hanno allevati; cosi&#8217; questo nuovo partito sinistro cerca gente nuova per ingannare l&#8217;elettorato senza avere un minimo rispetto per gli stessi.</p>
<p>Ma questo gioco non era nuovo ai volponi di Laterza, che da decenni hanno alternato facce nuove per poi gettarle a mare.</p>
<p>Brava gente, che come meteore, e&#8217; stata strumentalizzata e poi dimenticata.</p>
<p>Se non hanno rispetto per i loro compagni, come faranno ad averla per la comunita&#8217;.</p>
<p>La politica, per loro, e&#8217; un circo dove essere nani e ballerini per divertire il proprio padrone, o meschini cortigiani alla corte del potentino di turno.</p>
<p>Non importa poi che il potente sia indgato per corruzione nella sanita&#8217;, come Tedesco, o sia coinvolto in uno scandalo di prostituzione come Frisullo, loro non si fanno  remore morali pur di aver un piccolo favore personale, a scapito della comunita&#8217;.</p>
<p>Si sara&#8217;, pero&#8217; che &#8220;sciolta a nev, compaian i strunz&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su “La Città delle Nuvole” del giornalista altamurano Carlo Vulpio. di davide</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/%e2%80%9cla-citta-delle-nuvole%e2%80%9d-del-giornalista-altamurano-carlo-vulpio/comment-page-1/#comment-54</link>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 15:06:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=439#comment-54</guid>
		<description>Ci siamo anche noi.....
«Gli altri scafi a Metaponto e Maratea». Il perito: nella zona sono aumentati i tumori 

[TESTO MODIFICATO DAGLI AUTORI DEL BLOG]
In seguito era riportato un testo coperto da diritti d'autore, pertanto il commento è stato moderato.
Potete leggere l'articolo al link &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_15/navi_affondate_porqueddu_macri_48f7e9ac-a1c0-11de-a593-00144f02aabc.shtml" rel="nofollow"&gt;http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_15/navi_affondate_porqueddu_macri_48f7e9ac-a1c0-11de-a593-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt; direttamente dal sito del Corrire della Sera

La Redazione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo anche noi&#8230;..<br />
«Gli altri scafi a Metaponto e Maratea». Il perito: nella zona sono aumentati i tumori </p>
<p>[TESTO MODIFICATO DAGLI AUTORI DEL BLOG]<br />
In seguito era riportato un testo coperto da diritti d&#8217;autore, pertanto il commento è stato moderato.<br />
Potete leggere l&#8217;articolo al link <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_15/navi_affondate_porqueddu_macri_48f7e9ac-a1c0-11de-a593-00144f02aabc.shtml" rel="nofollow">http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_15/navi_affondate_porqueddu_macri_48f7e9ac-a1c0-11de-a593-00144f02aabc.shtml</a> direttamente dal sito del Corrire della Sera</p>
<p>La Redazione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Inaugurazione della nuova sede del Centro Diurno socio-educativo-riabilitativo per disabili del Comune di Laterza di filippo</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/inaugurazione-della-nuova-sede-del-centro-diurno-socio-educativo-riabilitativo-per-disabili-del-comune-di-laterza/comment-page-1/#comment-53</link>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 08:36:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=464#comment-53</guid>
		<description>L'altra casta: Il Sindacato
C'era una volta Giuseppe Di Vittorio e con lui il sindacato, quello buono, ricco di meriti storici.

Oggi i sindacati sono nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche un glorioso passato, insieme a diritti fondamentali. 

La trattativa sulla riforma delle pensioni non è piaciuta per nulla e il compromesso raggiunto è stato chiaramente al ribasso, soprattutto se confrontato con quanto i paesi europei hanno deciso nel riformare i loro sistemi.

Un sindacato che difende i pensionati, metà dei propri iscritti, e chi il lavoro ce l’ha, senza promuovere riforme che penalizzino chi, dentro le amministrazioni pubbliche, lavora poco e non premia chi invece suda più degli altri. I fatti lo dimostrano. 

Perdita del TFR, dimezzamento delle pensioni, disoccupazione e precariato sono la dimostrazione della perdita dei diritti dei lavoratori  e dell'inefficacia del sindacato.

Con la conseguenza che l'immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta per lasciare il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere, delle fabbriche dove si muore troppo spesso e di una felice e controllata gestione dei fondi pensione.

Lo documentano i più recenti sondaggi d'opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l'ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell'intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno status quo fatto di privilegi.

Quegli eroi civili, che hanno fatto la storia dei diritti dei lavoratori, sono state soppiantate da figure meschine e sinitre.

Anche a Laterza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra casta: Il Sindacato<br />
C&#8217;era una volta Giuseppe Di Vittorio e con lui il sindacato, quello buono, ricco di meriti storici.</p>
<p>Oggi i sindacati sono nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche un glorioso passato, insieme a diritti fondamentali. </p>
<p>La trattativa sulla riforma delle pensioni non è piaciuta per nulla e il compromesso raggiunto è stato chiaramente al ribasso, soprattutto se confrontato con quanto i paesi europei hanno deciso nel riformare i loro sistemi.</p>
<p>Un sindacato che difende i pensionati, metà dei propri iscritti, e chi il lavoro ce l’ha, senza promuovere riforme che penalizzino chi, dentro le amministrazioni pubbliche, lavora poco e non premia chi invece suda più degli altri. I fatti lo dimostrano. </p>
<p>Perdita del TFR, dimezzamento delle pensioni, disoccupazione e precariato sono la dimostrazione della perdita dei diritti dei lavoratori  e dell&#8217;inefficacia del sindacato.</p>
<p>Con la conseguenza che l&#8217;immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta per lasciare il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere, delle fabbriche dove si muore troppo spesso e di una felice e controllata gestione dei fondi pensione.</p>
<p>Lo documentano i più recenti sondaggi d&#8217;opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l&#8217;ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell&#8217;intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno status quo fatto di privilegi.</p>
<p>Quegli eroi civili, che hanno fatto la storia dei diritti dei lavoratori, sono state soppiantate da figure meschine e sinitre.</p>
<p>Anche a Laterza.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su “La Città delle Nuvole” del giornalista altamurano Carlo Vulpio. di davide</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/%e2%80%9cla-citta-delle-nuvole%e2%80%9d-del-giornalista-altamurano-carlo-vulpio/comment-page-1/#comment-52</link>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 14:51:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=439#comment-52</guid>
		<description>Ormai, ci resta poco di pulito, neppure l'aria che respiriamo.

In Italia non c'è mai stata l'abitudine a fare l'opposizione. L'opposizione si è persa tanti anni fa. Per la precisione dagli anni '70 in avanti l'opposizione è  praticamente finita. All'epoca c'era il compromesso storico, che a volte era dichiarato con il famoso "Governo Andreotti" della «solidarietà nazionale», e comunque la Dc non osava muovere un passo senza prima chiedere il permesso all'opposizione comunista. Così nascevano leggi che erano frutto dell'ubriacatura di quei tempi: dalla legge sull'equocanone alla legge sui manicomi, eccetera. Per cui in realtà c'erano scambi a livello legislativo e in cambio l'opposizione votava la maggior parte delle leggi di spesa, dopo aver ottenuto favori per le imprese amiche, per le amministrazioni amiche. Quindi le amministrazioni locali erano in parte in mano alle giunte rosse e il governo nazionale in mano al pentapartito. Ora questa generazione di reduci del vecchio partito comunista non ha mai visto fare l'opposizione davvero, e quindi non la sa fare. Non sono abituati, non hanno gli strumenti culturali e politici per fare una opposizione frontale e dura. E poi c'è una parte dell'opposizione a cui manca proprio la voglia, la possibilità di farla: quando tu hai una politica inquinata dai ricatti incrociati, quando hai dei partiti che non hanno mai voluto fare i conti con Tangentopoli, ma hanno preferito rimuoverne il ricordo ammucchiando l'immondizia sotto i tappeti e facendo finta di non vedere, facendo in modo che non si vedesse qual era il suo ruolo centrale nel sistema della corruzione, allora hai comunque delle persone sotto ricatto. Persone che hanno commesso reati insieme ad altre che magari sono state scoperte, e da queste vengono o possono essere ricattate. 
E' una constatazione molto amara ma purtroppo realistica, perché la misura dell'avversario politico la dai sulla sua ricattabilità: tu prendi le misure al tuo avversario politico sapendo in anticipo fino a dove potrà arrivare il suo grado di ostilità e di opposizione. E' la ragione per cui personaggi come Cofferati vengono visti come degli estranei, come delle minacce: perché non sono ricattabili! E quindi, quando uno non è ricattabile, non si sa come misurarlo, da che parte prenderlo. Non ha partecipato ad un passato nella consociazione, quindi nessuno gli può tirare fuori un argomento persuasivo per farlo stare buono.
Per questo la speranza di rinnovamento della politica dal suo interno è soltanto un’illusione e l’unico strumento a nostra disposizione è il voto. Una lista di cittadini senza partito, con tutti gli accorgimenti necessari ad evitare una nuova deriva partitocratica. È l’unica strada: per realismo politico.
L’alternativa politica è debole e poco limpida e anzi si tratta di una sorta di doppio, invece che un reale avversario, perche' uniti insieme dallo stesso intreccio di interessi economici, lontani anni luce dalle esigenze della gente comune.
Le vicende degli ultimi giorni dimostrano il cinismo di questa politica che specula amaramente anche su un diritto fondamentale, quello alla salute.
Quello strumento che, a volte, diventa indispensabile nella lotta tra la vita e la morte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai, ci resta poco di pulito, neppure l&#8217;aria che respiriamo.</p>
<p>In Italia non c&#8217;è mai stata l&#8217;abitudine a fare l&#8217;opposizione. L&#8217;opposizione si è persa tanti anni fa. Per la precisione dagli anni &#8216;70 in avanti l&#8217;opposizione è  praticamente finita. All&#8217;epoca c&#8217;era il compromesso storico, che a volte era dichiarato con il famoso &#8220;Governo Andreotti&#8221; della «solidarietà nazionale», e comunque la Dc non osava muovere un passo senza prima chiedere il permesso all&#8217;opposizione comunista. Così nascevano leggi che erano frutto dell&#8217;ubriacatura di quei tempi: dalla legge sull&#8217;equocanone alla legge sui manicomi, eccetera. Per cui in realtà c&#8217;erano scambi a livello legislativo e in cambio l&#8217;opposizione votava la maggior parte delle leggi di spesa, dopo aver ottenuto favori per le imprese amiche, per le amministrazioni amiche. Quindi le amministrazioni locali erano in parte in mano alle giunte rosse e il governo nazionale in mano al pentapartito. Ora questa generazione di reduci del vecchio partito comunista non ha mai visto fare l&#8217;opposizione davvero, e quindi non la sa fare. Non sono abituati, non hanno gli strumenti culturali e politici per fare una opposizione frontale e dura. E poi c&#8217;è una parte dell&#8217;opposizione a cui manca proprio la voglia, la possibilità di farla: quando tu hai una politica inquinata dai ricatti incrociati, quando hai dei partiti che non hanno mai voluto fare i conti con Tangentopoli, ma hanno preferito rimuoverne il ricordo ammucchiando l&#8217;immondizia sotto i tappeti e facendo finta di non vedere, facendo in modo che non si vedesse qual era il suo ruolo centrale nel sistema della corruzione, allora hai comunque delle persone sotto ricatto. Persone che hanno commesso reati insieme ad altre che magari sono state scoperte, e da queste vengono o possono essere ricattate.<br />
E&#8217; una constatazione molto amara ma purtroppo realistica, perché la misura dell&#8217;avversario politico la dai sulla sua ricattabilità: tu prendi le misure al tuo avversario politico sapendo in anticipo fino a dove potrà arrivare il suo grado di ostilità e di opposizione. E&#8217; la ragione per cui personaggi come Cofferati vengono visti come degli estranei, come delle minacce: perché non sono ricattabili! E quindi, quando uno non è ricattabile, non si sa come misurarlo, da che parte prenderlo. Non ha partecipato ad un passato nella consociazione, quindi nessuno gli può tirare fuori un argomento persuasivo per farlo stare buono.<br />
Per questo la speranza di rinnovamento della politica dal suo interno è soltanto un’illusione e l’unico strumento a nostra disposizione è il voto. Una lista di cittadini senza partito, con tutti gli accorgimenti necessari ad evitare una nuova deriva partitocratica. È l’unica strada: per realismo politico.<br />
L’alternativa politica è debole e poco limpida e anzi si tratta di una sorta di doppio, invece che un reale avversario, perche&#8217; uniti insieme dallo stesso intreccio di interessi economici, lontani anni luce dalle esigenze della gente comune.<br />
Le vicende degli ultimi giorni dimostrano il cinismo di questa politica che specula amaramente anche su un diritto fondamentale, quello alla salute.<br />
Quello strumento che, a volte, diventa indispensabile nella lotta tra la vita e la morte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su “La Città delle Nuvole” del giornalista altamurano Carlo Vulpio. di filippo</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/08/%e2%80%9cla-citta-delle-nuvole%e2%80%9d-del-giornalista-altamurano-carlo-vulpio/comment-page-1/#comment-51</link>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 13:39:42 +0000</pubDate>
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		<description>C'e' aria marcia a Laterza?
Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni ﻿ 

È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi. E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi. Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%. Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all'opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un'impresa - l'Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia. Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio. Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l'inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell'antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi. Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso vicini alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano. Nel caso dell'inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquistò per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la società di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all'anno, mentre il fatturato dei clan è stato di 6 miliardi di euro in due anni. Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, società specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall'estero: da ogni parte d'Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l'autorizzazione dalla Regione. Aveva però l'unica autorizzazione necessaria, quella della camorra. Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, è l'unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell'inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di località Scafarea, a Giugliano, di proprietà della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l'emergenza rifiuti del 2003. Chianese - secondo le accuse - è uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l'emergenza e quindi riuscì con l'attività di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003. Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all'amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l'appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan. La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all'avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L'emergenza di allora, la città colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in località Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione. Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l'operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un'azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell'80% sui prezzi ordinari. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no. Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere Biùtiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d'Italia è stato intombato a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse è in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra. E' in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli. E' in un altro paese che la maggiore forza economica è il crimine organizzato eppure l'ossessione dell'informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell'informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi. Non è affatto la camorra ad aver innescato quest'emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l'emergenza e con l'apparente normalità, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli. Quando si getta qualcosa nell'immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall'emergenza non si vuole e non si po' uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più. L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa. Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle "sacchette" di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate. Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla". Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla. 


di Roberto Saviano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;e&#8217; aria marcia a Laterza?<br />
Gli ultimi dati dell&#8217;Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni ﻿ </p>
<p>È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l&#8217;ossessione di emigrare o di arruolarsi. E&#8217; una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all&#8217;opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi. Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%. Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all&#8217;opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un&#8217;impresa - l&#8217;Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia. Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio. Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l&#8217;ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l&#8217;inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell&#8217;antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi. Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso vicini alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano. Nel caso dell&#8217;inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquistò per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la società di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all&#8217;anno, mentre il fatturato dei clan è stato di 6 miliardi di euro in due anni. Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, società specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall&#8217;estero: da ogni parte d&#8217;Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l&#8217;autorizzazione dalla Regione. Aveva però l&#8217;unica autorizzazione necessaria, quella della camorra. Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, è l&#8217;unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell&#8217;inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di località Scafarea, a Giugliano, di proprietà della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l&#8217;emergenza rifiuti del 2003. Chianese - secondo le accuse - è uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l&#8217;emergenza e quindi riuscì con l&#8217;attività di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003. Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all&#8217;amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l&#8217;appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan. La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all&#8217;avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L&#8217;emergenza di allora, la città colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in località Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione. Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l&#8217;operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un&#8217;azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell&#8217;80% sui prezzi ordinari. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no. Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere Biùtiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D&#8217;Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d&#8217;Italia è stato intombato a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse è in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra. E&#8217; in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli. E&#8217; in un altro paese che la maggiore forza economica è il crimine organizzato eppure l&#8217;ossessione dell&#8217;informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell&#8217;informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi. Non è affatto la camorra ad aver innescato quest&#8217;emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l&#8217;emergenza e con l&#8217;apparente normalità, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli. Quando si getta qualcosa nell&#8217;immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall&#8217;emergenza non si vuole e non si po&#8217; uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più. L&#8217;emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa. Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle &#8220;sacchette&#8221; di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L&#8217;80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate. Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l&#8217;eroe epico che strappa le braccia all&#8217;Orco che appestava la Danimarca: &#8220;Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla&#8221;. Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla. </p>
<p>di Roberto Saviano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sondaggio #2 di VAntoFosco</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/07/sondaggio-2/comment-page-1/#comment-49</link>
		<dc:creator>VAntoFosco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 15:47:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=417#comment-49</guid>
		<description>Salve caro "zio pappone", anche se preferirei chiamarla con il suo nome vero. Sono Vitantonio Fosco e le spiego subito il perchè di una scelta simile per la copertina del nuovo Agorà: Innanzi tutto grazie per i complimenti, speriamo di rimanere sempre all'altezza delle vostre aspettative. Questo è stato pensato come un numero prettamente "estivo", cioè con meno pagine del solito, più leggero del solito, ma non per questo scarno di contenuti. Infatti nel mio articolo di fondo spiego tutto ciò, parlando anche di come stiamo vivendo l'estate in paese. A confermare tutto ciò c'è anche il Concorso di disegno per bambini inserito all'interno del giornale che ha come tema proprio le vacanze estive. Volevamo una copertina diversa, più...rilassante, anche anomala, perchè no. Se il risultato è il suo commento, ci siamo riusciti. Parlavamo di vacanze e quale modo migliore di farlo se non con una vignetta satirica che non dimentica di ricordare al lettore che certi "modi di fare" non vanno mai in vacanza! Per quanto riguarda l'immediato collegamento al M° Vauro...beh, grazie! lo prendo come un complimento, visto che mi sono occupato personalmente del disegno. Se avete bisogno di ulteriori chiarimenti, tornate a scriverci!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve caro &#8220;zio pappone&#8221;, anche se preferirei chiamarla con il suo nome vero. Sono Vitantonio Fosco e le spiego subito il perchè di una scelta simile per la copertina del nuovo Agorà: Innanzi tutto grazie per i complimenti, speriamo di rimanere sempre all&#8217;altezza delle vostre aspettative. Questo è stato pensato come un numero prettamente &#8220;estivo&#8221;, cioè con meno pagine del solito, più leggero del solito, ma non per questo scarno di contenuti. Infatti nel mio articolo di fondo spiego tutto ciò, parlando anche di come stiamo vivendo l&#8217;estate in paese. A confermare tutto ciò c&#8217;è anche il Concorso di disegno per bambini inserito all&#8217;interno del giornale che ha come tema proprio le vacanze estive. Volevamo una copertina diversa, più&#8230;rilassante, anche anomala, perchè no. Se il risultato è il suo commento, ci siamo riusciti. Parlavamo di vacanze e quale modo migliore di farlo se non con una vignetta satirica che non dimentica di ricordare al lettore che certi &#8220;modi di fare&#8221; non vanno mai in vacanza! Per quanto riguarda l&#8217;immediato collegamento al M° Vauro&#8230;beh, grazie! lo prendo come un complimento, visto che mi sono occupato personalmente del disegno. Se avete bisogno di ulteriori chiarimenti, tornate a scriverci!</p>
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		<title>Commenti su Sondaggio #2 di Zio Pappone</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/07/sondaggio-2/comment-page-1/#comment-48</link>
		<dc:creator>Zio Pappone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 14:07:53 +0000</pubDate>
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		<description>Bello il giornale, completo e interessante.
L'unica cosa che non riesco a capire è la copertina. Non c'entra niente con il resto e mi sembra molto stile vauro.
Complimenti alla redazione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello il giornale, completo e interessante.<br />
L&#8217;unica cosa che non riesco a capire è la copertina. Non c&#8217;entra niente con il resto e mi sembra molto stile vauro.<br />
Complimenti alla redazione</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su Domani 21.04.09 di Antonio Bozza</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/07/domani-210409/comment-page-1/#comment-47</link>
		<dc:creator>Antonio Bozza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 11:04:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=370#comment-47</guid>
		<description>Il tuo commento potrà risultare condivisibile ai più, ma questa è una opinione personale di un lettore di Agorà, che ha avuto il bisogno di renderla pubblica.
La "personalizzazione" mediatica è proprio quello che noi, redattori di Agorà, con questo blog abbiamo intenzione di realizzare. Innescare una discussione, su temi condivisi, è quello che da sempre ci siamo impegnati a sviluppare stilando il nostro periodico. L'articolo, anche se contesta in maniera chiara “l’industria del senso di colpa”, rappresenta il pensiero di chi l'ha scritto (e sopratutto l'ha firmato, cosa non da poco in questo paese in cui nessuno ama firmarsi).
Con questo chiudo!  A presto e continuate a leggere AgoraLaterza!

Antonio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo commento potrà risultare condivisibile ai più, ma questa è una opinione personale di un lettore di Agorà, che ha avuto il bisogno di renderla pubblica.<br />
La &#8220;personalizzazione&#8221; mediatica è proprio quello che noi, redattori di Agorà, con questo blog abbiamo intenzione di realizzare. Innescare una discussione, su temi condivisi, è quello che da sempre ci siamo impegnati a sviluppare stilando il nostro periodico. L&#8217;articolo, anche se contesta in maniera chiara “l’industria del senso di colpa”, rappresenta il pensiero di chi l&#8217;ha scritto (e sopratutto l&#8217;ha firmato, cosa non da poco in questo paese in cui nessuno ama firmarsi).<br />
Con questo chiudo!  A presto e continuate a leggere AgoraLaterza!</p>
<p>Antonio</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su Domani 21.04.09 di Vito De Biasi</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/07/domani-210409/comment-page-1/#comment-46</link>
		<dc:creator>Vito De Biasi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 21:28:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=370#comment-46</guid>
		<description>Ritengo inopportuno e sconsiderato questo articolo. Anzitutto la "personalizzazione" mediatica la ritengo poco adatta al contesto. Che al signor Giuseppe (sarà mica mio zio?!) la canzone non piaccia, non fa una grinza, ma di qui a pubblicarne un giudizio ce ne passa. In secondo luogo, volevo semplicemente far notare come si, magari alcune frasi del brano risultano inopportune, parlare di fortuna a chi è crollato il mondo addosso può non essere corretto, ma volevo far notare anche che il brano non è un cd pubblicato per guadagnare li dove la natura ha deciso di far susseguire avvenimenti negativi. Il brano è di per se un modo come tanti per raccogliere fondi, in maniera pulita, diretta e, anche se poco ortodossa, comunque molto efficace. 
Invece secondo mio parere, se di dispendio e di indignazione dobbiamo parlare, parlerei di quegli sms di aiuto che si spediscono, che, se pur in beneficienza, vengono comunque tassati, quindi riversano il loro 20% nelle casse dello stato, cosa che, in certi casi, sarebbe più "estetico" e corretto evitare. Questa può, a mio parere, ritenersi indignazione. Non quella di chi di mestiere fa il musicista e mette a disposizione se stesso per fare da tramite ad un processo ben più complesso del suo lavoro.
P.S. le partite del cuore saranno pure noiose, ma anche li, la beneficenza ha bisogno di quei mezzi per progredire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo inopportuno e sconsiderato questo articolo. Anzitutto la &#8220;personalizzazione&#8221; mediatica la ritengo poco adatta al contesto. Che al signor Giuseppe (sarà mica mio zio?!) la canzone non piaccia, non fa una grinza, ma di qui a pubblicarne un giudizio ce ne passa. In secondo luogo, volevo semplicemente far notare come si, magari alcune frasi del brano risultano inopportune, parlare di fortuna a chi è crollato il mondo addosso può non essere corretto, ma volevo far notare anche che il brano non è un cd pubblicato per guadagnare li dove la natura ha deciso di far susseguire avvenimenti negativi. Il brano è di per se un modo come tanti per raccogliere fondi, in maniera pulita, diretta e, anche se poco ortodossa, comunque molto efficace.<br />
Invece secondo mio parere, se di dispendio e di indignazione dobbiamo parlare, parlerei di quegli sms di aiuto che si spediscono, che, se pur in beneficienza, vengono comunque tassati, quindi riversano il loro 20% nelle casse dello stato, cosa che, in certi casi, sarebbe più &#8220;estetico&#8221; e corretto evitare. Questa può, a mio parere, ritenersi indignazione. Non quella di chi di mestiere fa il musicista e mette a disposizione se stesso per fare da tramite ad un processo ben più complesso del suo lavoro.<br />
P.S. le partite del cuore saranno pure noiose, ma anche li, la beneficenza ha bisogno di quei mezzi per progredire.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;inascoltata lezione del passato di Caterina Mele</title>
		<link>http://agoralaterza.altervista.org/blog/2009/06/linascoltata-lezione-del-passato/comment-page-1/#comment-45</link>
		<dc:creator>Caterina Mele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 21:33:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://agoralaterza.altervista.org/blog/?p=335#comment-45</guid>
		<description>Cos'altro devono fare per superare tutti i limiti della decenza e del rispetto? Cosa? Ma dove sta scritto che dobbiamo lasciarci governare da certa gente? E' inaudito che il presidente del consiglio dichiari esplicitamente che questa legge era da lui fortemente voluta. Mi chiedo quale delle decisioni malsane già prese non sia stata da lui fortemente voluta e sopratutto quando non si sia piegato alle volontà di un partito che, torno a ripetere, per il solo fatto di esistere offende l'Italia. C'è un intreccio di interessi palesemente squallido che si allarga sempre di più. E' stato introdotto questo reato di clandestinità, come se essere clandestino sia una scelta di vita del clandestino e non una condizione obbligata e dolorosa. Chi ci governa si è dimenticato del nostro passato e si sta dimenticando anche del nostro presente, visto che per lavorare studiare e ricercare onestamente gli Italiani vanno via e usufruiscono delle risorse di altri paesi pur di tirare avanti, farsi una posizione e mantenere una dignità. Ma figuriamoci se chi compone la maggioranza di questo governo capisca l'importanza dell'impegno del lavoro e del sacrificio, visto che tutti vivono come sultani facendo uno sforzo praticamente nullo per soddisfare bisogni e non solo. Stanno demonizzando gli immigrati quando la vera minaccia per il nostro Bel Paese sono loro.
Svegliamoci!
Caterina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&#8217;altro devono fare per superare tutti i limiti della decenza e del rispetto? Cosa? Ma dove sta scritto che dobbiamo lasciarci governare da certa gente? E&#8217; inaudito che il presidente del consiglio dichiari esplicitamente che questa legge era da lui fortemente voluta. Mi chiedo quale delle decisioni malsane già prese non sia stata da lui fortemente voluta e sopratutto quando non si sia piegato alle volontà di un partito che, torno a ripetere, per il solo fatto di esistere offende l&#8217;Italia. C&#8217;è un intreccio di interessi palesemente squallido che si allarga sempre di più. E&#8217; stato introdotto questo reato di clandestinità, come se essere clandestino sia una scelta di vita del clandestino e non una condizione obbligata e dolorosa. Chi ci governa si è dimenticato del nostro passato e si sta dimenticando anche del nostro presente, visto che per lavorare studiare e ricercare onestamente gli Italiani vanno via e usufruiscono delle risorse di altri paesi pur di tirare avanti, farsi una posizione e mantenere una dignità. Ma figuriamoci se chi compone la maggioranza di questo governo capisca l&#8217;importanza dell&#8217;impegno del lavoro e del sacrificio, visto che tutti vivono come sultani facendo uno sforzo praticamente nullo per soddisfare bisogni e non solo. Stanno demonizzando gli immigrati quando la vera minaccia per il nostro Bel Paese sono loro.<br />
Svegliamoci!<br />
Caterina.</p>
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