di Francesco Clemente
Dibattito sull’informazione con l’opinionista di “Annozero”: «Giornali e tv devono raccontare ciò che il potere nasconde»
LATERZA - Grande successo di pubblico per le due iniziative organizzate a Laterza dall’associazione culturale “Società & Progresso” e a Castellaneta dagli istituti scolastici “Mauro Perrone” e “Orazio Flacco”, che avevano come ospite d’eccezione il giornalista più discusso del momento, Marco Travaglio.
L’appuntamento di Laterza, sul tema della libertà d’informazione, parte con l’introduzione del presidente dell’associazione, Bruno Bongermino, che evidenzia quanto l’informazione in Italia «sia manipolata e politicizzata e quindi per il cittadino risulta difficile capire qual è la realtà dei fatti». A seguire Francesco Di Candia (sempre di “Società & Progresso”), che pone (…) in evidenza la carenza di strutture comunali a Laterza «capaci di ospitare un pubblico numeroso, dato che la tensostruttura non è stata concessa all’associazione per inagibilità ̀(a tre anni dall’inaugurazione), che sussiste sia per gli spettacoli a pagamento, sia per gli spettacoli gratuiti».
Inoltre Di Candia ringrazia Orazio Nardulli, che ha messo a disposizione gratuitamente l’ampia struttura della “Sala Raphael” e prosegue con una appagante biografia di Travaglio, che nel frattempo arriva in sala accolto dagli applausi del pubblico. La gente è ansiosa di ascoltare il “cavallo di razza” dell’informazione italiana, introdotto da Fulvio Colucci, giornalista della”Gazzetta del Mezzogiorno”, il quale sottolinea come «andrebbero rivisitati i quadri normativi, successivi al ventennio fascista e che concorrono a creare dubbi sulla libertà̀ di espressione anche se la Costituzione - all’art.21 - è chiara a riguardo». «Il giornalista -dice Colucci- deve impedire chei fatti scompaiano, deve resistere».
Arriva poi il momento tanto atteso. La parola passa infatti a Marco Travaglio che parla per un’ora circa cominciando dalla libertà ̀d’informazione e poi spaziando un po’ su tutto ciò che -scandisce- «viene nascosto dai media». «I giornali e le televisioni - dice Travaglio- devono raccontare ciò ̀che il “potere” non comunica. In Italia abbiamo quasi tutte le televisioni nella mani del presidente del Consiglio. La trasmissione “Annozero” nonostante abbia una media del 23-24% di share (con punte del 30) va in onda solo perché ́c’è̀ una sentenza del tribunale di Roma». Poi Travaglio si ricollega alla cronaca politica di questi giorni, in particolare al “processo breve” oppure, come lo definisce lui stesso, “processo morto”: «Gli imputati -spiega- la faranno franca in modo rapido e altrettanto rapidamente coloro che sono vittime nei processi (le parti civili) non avranno più̀ giustizia; nel processo breve rientrerebbero quasi tutti i reati che prevedono una pena al di sotto dei 10 anni, tranne alcuni come quello d’immigrazione clandestina (il reato commesso dall’immigrato per il solo fatto di essere clandestino), che avrebbe il processo lungo mentre chi è sottoposto a processo per lo scandalo della Parmalat rientrerebbe nel processo breve». Travaglio allarga lo sguardo sino allo”scudo fiscale”che «farà rientrare i soldi dei mafiosi» e alla missione in Afghanistan che «l’informazione continua a definire missione di pace quando invece è̀ una vera missione di guerra». Quindi, dice il giornalista, «siamo in un sistema dell’informazione guidato dall’imprenditore, dal politico, dal potente di turno che fa dire ciò ̀che lui vuole».
Travaglio conclude l’incontro laertino e, dopo aver autografato decine di libri, si reca a Castellaneta, nel cineteatro “Valentino”, dove ad attenderlo ci sono gli operai della “Miroglio” che hanno visto svanire la speranza chiamata “Intini “, si stanno riqualificando (a questo punto non si sa per cosa…) e hanno richiesto al giornalista uno speciale di “Annozero” per accenderei riflettori sui loro problemi. Infine, l’incontro con gli studenti del Perrone e del Flacco,in compagnia del dirigente scolastico Rocco Loreto. Anche questo secondo incontro è stato molto partecipato, a testimonianza del fatto che l’opinione pubblica ha sete d’informazione, quella vera, quella che non fa scomparire i fatti.
Fonte: Corriere del Giorno







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