Inaugurazione della nuova sede del Centro Diurno socio-educativo-riabilitativo per disabili del Comune di Laterza

Il giorno 23 luglio 2009 è stata inaugurata la nuova sede del Centro Diurno per disabili nella struttura dell’ ex pronto soccorso. Il Centro Diurno è un’importante risorsa del nostro territorio che accoglie ragazzi e adulti disabili che hanno ottemperato all’obbligo scolastico e che vivono con le proprie famiglie evitando il ricovero in istituto e dando loro la possibilità di sviluppare le proprie capacità residue di autonomia e socializzazione. Attualmente il Centro Diurno è gestito con impegno e soddisfazione dalla Cooperativa ADAM di Laterza.

Nella nuova sede vi è la possibilità per i ragazzi di usufruire di spazi più ampi e confortevoli rispetto alla vecchia collocazione, con la presenza di ambienti comuni spaziosi e la suddivisione dei (…) locali per lo svolgimento delle attività giornaliere antimeridiane e pomeridiane consistenti in un Laboratorio di ceramica, un Laboratorio di musica, un Laboratorio di teatro, un Laboratorio di cucina.

Al taglio del nastro hanno presenziato tutti gli operatori del centro, gli utenti e le loro famiglie, l’assessore ai servizi sociali Nicola Saccomanni, il vigile Scarati del Comando di Polizia Municipale del Comune di Laterza e si è proceduto a scoprire la targhetta di ceramica. E’ seguita la benedizione della sede da parte del Parroco di Santa Croce Don Michele Quaranta.

Durante la festa di inaugurazione i ragazzi hanno dimostrato con grande capacità ed entusiasmo i risultati raggiunti durante l’anno nelle diverse attività meravigliando i numerosi presenti con l’ esecuzione di piccoli brani musicali del repertorio popolare suonando diatoniche e xilofoni, hanno poi ricevuto dal vigile del Comando di Polizia Municipale, gentilmente intervenuto, i patentini del buon pedone a conclusione del progetto “Educazione stradale” , grande successo hanno riscosso i manufatti di ceramica tipici della maiolica laertina e infine ci hanno addolcito il palato con i gustosi prodotti del Laboratorio di cucina.

Grande soddisfazione è stata manifestata dall’assessore ai servizi sociali Nicola Saccomanni per l’impegno profuso dagli operatori della Cooperativa ADAM e soprattutto stupore e meraviglia per i risultati raggiunti da ciascun utente nei limiti delle loro disabilità ma soprattutto nella loro unicità. L’assessore ha inoltre ricordato che anche durante il periodo estivo in cui il centro diurno è chiuso l’amministrazione non lascia soli i ragazzi disabili e le loro famiglie ma organizza ormai da diversi anni il progetto estivo “Agosto da Turisti” con colonia al mare a Ginosa Marina e piccole gite ed escursioni.

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5 Comments on "Inaugurazione della nuova sede del Centro Diurno socio-educativo-riabilitativo per disabili del Comune di Laterza"

  1. admin
    filippo
    14/09/2009 at 09:36 Permalink

    L’altra casta: Il Sindacato
    C’era una volta Giuseppe Di Vittorio e con lui il sindacato, quello buono, ricco di meriti storici.

    Oggi i sindacati sono nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche un glorioso passato, insieme a diritti fondamentali.

    La trattativa sulla riforma delle pensioni non è piaciuta per nulla e il compromesso raggiunto è stato chiaramente al ribasso, soprattutto se confrontato con quanto i paesi europei hanno deciso nel riformare i loro sistemi.

    Un sindacato che difende i pensionati, metà dei propri iscritti, e chi il lavoro ce l’ha, senza promuovere riforme che penalizzino chi, dentro le amministrazioni pubbliche, lavora poco e non premia chi invece suda più degli altri. I fatti lo dimostrano.

    Perdita del TFR, dimezzamento delle pensioni, disoccupazione e precariato sono la dimostrazione della perdita dei diritti dei lavoratori e dell’inefficacia del sindacato.

    Con la conseguenza che l’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta per lasciare il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere, delle fabbriche dove si muore troppo spesso e di una felice e controllata gestione dei fondi pensione.

    Lo documentano i più recenti sondaggi d’opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l’ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell’intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno status quo fatto di privilegi.

    Quegli eroi civili, che hanno fatto la storia dei diritti dei lavoratori, sono state soppiantate da figure meschine e sinitre.

    Anche a Laterza.

  2. admin
    FILIPPO
    16/09/2009 at 07:48 Permalink

    Qualcuno volo’ sul nido del cuculo
    La Provincia di Taranto, per la seconda volta, dimentica che esiste Laterza, insieme a tutto il versate occidentale.

    Ancora una volta i “rossi” dimenticano il progetto del Parco, vanto della campagna elettorale, le distrattate strade provinciali, pericolose per noi laertini, e una scuola, il Liceo Scientifico di Laterza, diventato un colabrodo.

    Ancora peggio, lasciano che i difficili problemi legati ai cattivi odori, da Ginosa a Laterza, si risolvano da soli, per decantazione o per miracolo.

    Ancora, il nuovo poltronificio di Puglia, che ha raccolto tutte le persone che, pur di ottenere una poltrona, hanno rinunciato alla propria ideologia, ha iniziato ad uccidere i propri figli.

    Da Mottola a Laterza, sono ben quattro i segretari di circolo che hanno abbandonato la carica, per l’evidente gretezza di un partito legato solo al potere.

    Come il cuculo che depone le uova nei nidi degli uccelli, che sono le sue prede, per permettere ai nuovi nati, una volta cresciuti, di mangiare gli stessi uccelli che gli hanno allevati; cosi’ questo nuovo partito sinistro cerca gente nuova per ingannare l’elettorato senza avere un minimo rispetto per gli stessi.

    Ma questo gioco non era nuovo ai volponi di Laterza, che da decenni hanno alternato facce nuove per poi gettarle a mare.

    Brava gente, che come meteore, e’ stata strumentalizzata e poi dimenticata.

    Se non hanno rispetto per i loro compagni, come faranno ad averla per la comunita’.

    La politica, per loro, e’ un circo dove essere nani e ballerini per divertire il proprio padrone, o meschini cortigiani alla corte del potentino di turno.

    Non importa poi che il potente sia indgato per corruzione nella sanita’, come Tedesco, o sia coinvolto in uno scandalo di prostituzione come Frisullo, loro non si fanno remore morali pur di aver un piccolo favore personale, a scapito della comunita’.

    Si sara’, pero’ che “sciolta a nev, compaian i strunz”.

  3. admin
    FILIPPO
    21/09/2009 at 07:48 Permalink

    Dimmi con chi vai e ti diro’ chi sei.
    Viaggio nell’autismo politico e sentimentale degli uomini del PD.

    I nostri nonni, a Laterza, utilizzavano questa espressione “Dimmi con chi vai e ti diro’ chi sei”, espressione che trova le sue radice in tempi lontanissimi e che si puo’ ricondurre alla frase latina “Simil cum similibus facile congregantur”, a significare che le persone simili facilmente vanno d’accordo, si aggregano.

    Un espressione che ci aiuta a capire gli uomini del PD da Roma a Laterza.

    Partendo da Roma, si coglie con facilita’ la chiusura sentimentale e intellettuale di un gruppo di persone affette da autismo politico, capaci di dilaniarsi tanto per il potere al punto di dimenticare non solo i problemi della gente, ma anche il naturale ruolo di opposizione, svolto dalla stessa maggioranza.
    Se ritorniamo in Puglia, allora, e’ facile verificare che gli scandali sessuali di cui e’ accusato Berlusconi sono motivo di “vanto” per molti uomini del PD
    Un giro di squillo che nei giorni pari prestavano servizio a casa Berlusconi e, in quelli dispari, in un appartamentino affittato dal dalemiano Sandro Frisullo, allora vicepresidente della giunta Vendola.
    Travaglio dice “D’Alema ha dovuto ammettere che qualcosa nella sua regione non ha funzionato. Ma battendo il mea culpa sul petto altrui: di Frisullo e degli altri ‘amici’ beccati a “frequentare gli stessi amici di Berlusconi”. Poi, alla festa della Giovine Italia, se n’è uscito con un imbarazzante sexy-calcolo: Berlusconi 18 incontri con 30 ragazze, noi molto meno. Cioè: lui è peggio di noi. Elettori in delirio. ”
    Ma la cosa peggiore e’ che questo PD, che doveva partire dalla necessita’ di legalita’, e’ inciampato ancora in una triste vicenda di malasanita’, che vede l’assessore pugliese alla Sanità Alberto Tedesco, ex Psi, ora indagato per corruzione e cacciato da Vendola per essere promosso senatore ed avere l’immunita’ parlamentare
    Arriviamo ora a Taranto, dove troviamo al governo della Provincia un gruppo consigliare fatto da persone che si sono massacrate tra di loro durante la campagna elettorale e che poi, pur di avere una poltrona, hanno cancellato la loro ideologia.
    Ma questa gente non e’ nuova a sbalzi di umore.
    Il nostro presidente provinciale in passata aveva gia ‘ espresso sostegno alla giunta di centrodestra guidata da Rossana Di Bello, che ricordiamo essere stata colipita nel 2006, per una condanna ad un anno e quattro mesi per abuso d’ufficio e falso ideologico
    Ma la dignita’ e la coerenza e’ una virtu’ rara in questo mondo.

    Per cui, per altri quattro anni dovremo rassegnarci vedere le nostre scuole e le nostre strade provinciali dissestate.
    Finalmente a Lateza, dove si assistito alla trasformazione di un partito di sinistra ad un partito sinistro, frequentato da meschini cortigiani del potere, che hanno svenduto il loro paese, ormai appestato dalla puzza.
    Persone che sono implicate in vicende di malasanita’, da stipendi d’oro fino a molte altri tristi vicende.

    A quelle persone e’ legata la gestioni della Asl di Taranto, che avrebbero dovuto soltanto completare ed ottimizzare l’organizzazione della nuova struttura, se ne sono invece ricordate soltanto in strana coincidenza con le locali elezioni comunali, con un’accelerazione irresponsabile dell’attivazione dell’UTIC che costò 8 vite umane e che fu censurata perfino dall’attuale assessore regionale alla salute, all’epoca incaricato di una inchiesta interna, per poi dimenticarsela nuovamente, con le conseguenze che tutti noi sappiamo e che ci costringe a viaggiare al nord o all’estero per avere delle adeguate cure mediche.
    Ora, non resta che ricordare un motto di una pubblicita’ progresso degli anni 90, “Se li conosci li eviti”.

  4. admin
    FILIPPO
    22/09/2009 at 09:57 Permalink

    Non c’e’ una sanita’ di destra o di sinistra, c’e’ una sola per i malati.

    Duecentotrentatrè norme di spesa sulla sanità in 45 mesi di governo regionale di centrosinistra. Le leggi che regolano la più grande fonte di spesa della Puglia, i 6 miliardi di euro del fondo sanitario regionale, dall’agosto 2005 a oggi sono state cambiate 50 volte l’anno. Quasi una volta alla settimana. Un complesso di norme spesso oscure, se non contraddittorie, emendamenti e subemendamenti che in molti casi servono a soddisfare gli interessi di pochi o di pochissimi. È tutto perfettamente lecito.

    Qualche esempio chiarisce di cosa stiamo parlando. Nella legge 40/2007, la Regione stabilisce la possibilità di stabilizzare i titolari di incarico a tempo indeterminato presso le Asl: sono assunzioni mascherate, che costano alcune decine di migliaia di euro l’una all’anno. Ma a febbraio del 2008, le maglie vengono ulteriormente allargate: basta un emendamento di 20 parole (presentato da due consiglieri di maggioranza) per estendere l’assunzione anche a chi si trova «in posizione di comando». Non più di 10 persone in tutta la Puglia. Certo, non tutte le disposizioni portano spesa aggiuntiva. Alcune (molte) sono o dovrebbero essere di contenimento, come le famose norme per limitare gli acquisti per infungibilità (il grimaldello di Gianpaolo Tarantini): esistevano dal 2007, sono state inasprite nel 2008, sono in vigore praticamente da 9 mesi.

    Ma è nelle disposizioni che riguardano gli accreditamenti, quasi sempre scritte in maniera incomprensibile ai comuni mortali, che si nascondono le vere sorprese: se qualcuno vuole divertirsi, vada a leggersi l’articolo 36 della legge 10/2007, intitolato «Attuazione dell’articolo 1, comma 796, lettera s) della legge 296/2006». Trentanove righe di testo per recepire una norma statale, ma anche per aprire un corridoio preferenziale verso l’accreditamento definitivo (il pezzo di carta che permette ai privati di lavorare per la Regione) ad alcune particolari cliniche.

    Interrogati su questo mare di leggi e leggine in materia sanitaria, i consiglieri regionali fanno spallucce. «Nei resoconti di ogni seduta di Consiglio - dice un autorevole esponente della maggioranza che preferisce non essere citato - troverete le dichiarazioni di questo o quel consigliere che tuonano contro i 30, 40 o anche 100 emendamenti presentati sulla sanità. Ma in realtà, è ormai un sistema consolidato. Le norme sanitarie inserite nei bilanci sono assolutamente bipartisan, anzi spesso capita che il centrodestra presenti i nostri e viceversa».

    Non tutti vengono approvati. Durante la discussione della legge 1/2008 (quella delle 47 norme) gli emendamenti sanitari presentati tra commissione e aula sono stati oltre 150: uno su tre, dunque, è stato respinto o ritirato. «Il vero problema - secondo Rocco Palese, coordinatore dell’opposizione - è che noi non siamo liberi di decidere. Fatevi un giro durante un consiglio regionale: troverete i rappresentanti delle lobby che girano per i corridoi, liberamente. In consiglio può entrare chiunque: fino a quando la Regione non avrà una sede degna, in cui i consiglieri possono essere isolati dall’esterno anche fisicamente, questo problema non sarà risolto».

    Sarà. Ma forse conta anche il fatto che, fino a pochi mesi fa (quando è stato installato il sistema di voto elettronico), a meno di casi particolari nessuno teneva traccia del voto di un singolo consigliere: i verbali dell’Aula si limitano a riportare il numero dei voti, ma non c’è modo di sapere chi ha votato a favore e chi contro. E così, a volte, la si butta sull’ironia. Ecco cosa diceva l’ex consigliere Silvestris (An, oggi europarlamentare) in quella seduta del 12 febbraio 2008: «I nostri banchi sono innevati di subemendamenti che la Presidenza sta predisponendo su carta riciclata. In questo modo, evitiamo di abbattere altri alberi per preparare questi fiocchi di neve».

  5. admin
    filippo
    25/09/2009 at 09:22 Permalink

    La fondazione intitolata al Cardinale Lercaro sfratta una famiglia con tre bambini
    Se non pagate l’affitto, andate in grotta come Gesu’
    Cosa sono quattro mesi di affitto non pagati di fronte alla vita eterna? Ma nel mondo che celebra i family day e l’amore per i poveri c’e’ chi crea nuovi homeless per soldi. E noi intervistiamo Lercaro che si rivolta nella tomba.
    23 settembre 2009 - Ulisse Acquaviva

    Due bimbe che vanno alle elementari, un terzo bambino che ha poco piu’ di un anno e la loro famiglia: tutti in mezzo a una strada. Ormai siamo abituati a robe cosi’ quando le fanno palazzinari, ma se lo fa una fondazione cattolica, uno “sfratto evangelico” fa rosicare molto di piu’.

    L’allarme e’ stato lanciato dall’Associazione Inquilini Assegnatari di Bologna, in un comunicato dove si spiega che il giudice ha gia’ ordinato lo sgombero dell’appartamento, e che “nonostante il nome e le finalità benefiche dichiarate, la fondazione dedicata al Cardinale Lercaro non vuole sentire ragioni, rifiutandosi di ridefinire contratto e affitto”.

    Ma grazie ad un inviato molto speciale (un precario Vodafone che non mangia da tre mesi e ha le visioni dell’aldila’) Mamma! ha viaggiato per voi per intervistare il responsabile di tutto ’sto casino e capirci qualcosa in piu’.

    D: Cardinal Lercaro, ma cosa sta combinando con gli sfratti a Bologna?

    E io che c’entro? Sono morto nel ‘76! Ognuno e’ responsabile delle sue azioni. Guardate quante porcate hanno fatto nascondendosi perfino dietro il nome di Gesu’ Cristo, appoggiando regimi e dittature senza il coraggio di metterci la faccia. Figuratevi cosa possono combinare quando il nome e’ meno illustre come il mio. Ma io ho gia’ contattato la Siae per prevenire usi non autorizzati del mio nome e pirateria ideologica. Chi vuole lamentarsi dovra’ andare da Monsignor Ernesto Vecchi che oggi dirige la fondazione intestata a me.

    D: Ma allora lei quella famiglia non l’avrebbe mandata via?

    Il mio curriculum parla per me: ho fatto un casino incredibile al Concilio Vaticano per fare la messa in italiano e per mettere nero su bianco che la Chiesa Cattolica doveva essere la chiesa dei poveri che non capivano il latino, a Bologna ha fatto gli studi teologici con me anche Don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta che poi i poveri se li e’ messi anche in casa, quando sono morto mi hanno trovato nel portafogli solo cinquemila lire che non avevo fatto in tempo a donare assieme a tutto il resto delle cose che avevo. Vi sembro il tipo che butta gente in mezzo alla strada?

    D: E allora che dobbiamo fare con questa gente che sfratta famiglie e bambini a suo nome?

    Ma da soli proprio non ci arrivate? Leggetevi il Vangelo e scoprirete che ha fatto Cristo quando il tempio di Dio e’ stato invaso dai mercanti assetati di soldi. Oppure rileggetevi la mia omelia del primo gennaio 1968: “la Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga”. Capito? Da QUALUNQUE parte.

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